Attenzione a Namecoin, il clone “cattivo” di Bitcoin!

Criptomania: le monete virtuali e i mercati nascosti

 

Trend Micro continua la sua analisi delle logiche del Deepweb a partire dall’universo delle valute digitali

 

Milano, 28 novembre 2013 – Nuovo viaggio nel Deepweb e nel mondo dei domini nascosti di Trend Micro Incorporated, leader globale nella sicurezza per il cloud. I ricercatori hanno presentato il nuovo studio Bitcoin Domains, volto a fare il punto sull’evoluzione delle monete virtuali e il forte legame che persiste con il mondo del cybercrime e i marketplace nascosti.

Se da una parte la moneta virtuale più nota a tutti – Bitcoin – nata nel 2009, negli ultimi mesi sta riscuotendo molti successi in tutto il mondo, i dubbi sull’instabilità di queste valute e sui rischi in termini di sicurezza restano aperti. L’utilizzo dei Bitcoin in Cina cresce esponenzialmente e in USA il Congresso discute addirittura la possibilità di renderla una moneta virtuale ufficiale. I bitcoin permettono di acquistare beni e servizi reali in tutto il mondo, assicurando la validità delle transazioni con un complicato sistema di crittografia e trasferendo il denaro virtuale attraverso la tecnologia peer-to-peer.

La crypto-valuta desta però ancora delle preoccupazione, proprio per le sue caratteristiche e distribuzione. Come dichiara la stessa FBI, “Bitcoin rimane tipicamente suscettibile di trasferimenti di soldi illeciti anche attraverso l’impiego di malware e botnet”.

Il boom delle imitazioni, che fanno ormai parlare apertamente di “criptomania”, conferma ancora una volta la portata dei rischi. Le cripto-valute attualmente sono circa 80: dalla più antica, Litecoin, nata appena due anni dopo Bitcoin e che oggi rappresenta per diffusione la seconda valuta virtuale nel mondo, fino ai nuovi “cloni” scoperti quest’anno, come Gridcoin, Fireflycoin, Zeuscoin che si aggiungono ai pre-esistenti Worldcoin, Namecoin, Hobonickels.

In questo variegato universo, Trend Micro sceglie di mettere sotto i riflettori la valuta virtuale Namecoin e i domini .bit, ideati sfruttando la rete peer-to-peer. La particolarità dei domini .bit è che sono poco costosi, privati e completamente non rintracciabili. Oltre ad essere fuori dal controllo dell’ICANN: caratteristiche molto apprezzate negli ambienti cyber criminali.

Il timore per l’eventuale riuscita di Namecoin risiede nel fatto che sfrutta lo stesso meccanismo che ha trasformato Bitcoin in un successo: anche Namecoin è incentrato su un database collettivo decentralizzato che viene promosso attraverso ogni transizione e ogni utente ha completo accesso a tutti i domini che sono stati acquistati o modificati. Gli utenti hanno un portafoglio che contiene Namecoin, creati attraverso un processo di “coniatura” simile a quello di Bitcoin e ogni transazione è registrata in un log denominato “block chain”.

Al 9 Novembre, erano stati coniati 144.830 blocchi di Namecoin ed eseguite 2.537.344 transazioni. Un numero ben lontano dai 26 milioni di transazioni effettuate attraverso Bitcoin, ma che non va sottovalutato. Per le loro caratteristiche di anonimato, non rintracciabilità e basso costo i domini .bit possono infatti essere utilizzati come punto di partenza per nuovi attacchi malware. Server DNS Namecoin sono già stati rintracciati in Francia, Olanda e Germania.

Il Deepweb

Con il termine “deepweb” viene indicata una classe di contenuti su Internet, che per diversi motivi tecnici, non è indicizzata dai motori di ricerca. Tra le diverse strategie in atto per aggirare i crawler dei motori di ricerca, le modalità più conosciute sono i “darknet”, network che mirano a garantire l’accesso anonimo e irrintracciabile di contenuti web e l’anonimato di un sito. In passato il deepweb è stato spesso associato in modo univoco a The Onion Router (TOR) ma Trend Micro ha rintracciano molte altre tipologie di network che garantiscono l’accesso anonimo e irrintracciabile, darknet come I2P e Freenet ma anche domini top level alternativi (TLD), e le così dette “rogue TLD”. Il deepweb, soprattutto le darknet come TOR, rappresentano un canale rilevante per lo scambio di merci, legali o illegali, in maniera anonima. In particolare i marketplace del deepweb vengono utilizzati per scambiare e acquistare una vasta gamma di beni e servizi di diversa natura associati ad attività illegali (dalle carte di credito clonate agli stupefacenti e alle armi fino ad assoldare un hacker o addirittura un killer).

 

Risorse aggiuntive

Ricerca completa Bitcoin Domains

Report Trend Micro Deepweb & cybercrime

 

 

e-food, 6 mosse per combattere la crisi. Vademecum di Tacatì

 

 
 

La piattaforma ecommerce per botteghe  cittadine di qualità Tacatì procede nel suo cammino di affiliazione lungo tutto lo stivale. Dopo il  lancio in Piemonte e in Lombardia, fra due settimane sarà la volta della Toscana. E in occasione di Golosaria 2013 spiega i motivi per cui proprio nei momenti di crisi ha senso guardare al mondo da prospettive diverse e con occhi più attenti.

e-FOOD. La crisi si combatte cambiando. E in 6 mosse [grazie al web]

Equilibrio economico, qualità, conservazione dei sapori tradizionali e made in Italy, risparmio alimentare e filiera corta, sostenibilità ambientale e, non ultimo, alfabetizzazione digitale.

Da dove ripartire per supportare efficacemente la filiera alimentare, oggi, grazie anche alle nuove tecnologie.

– Scopri  www.tacati.it  –  Guarda il video http://ow.ly/qV0ld –
– guarda l’immagine del panel –
– scarica il presskit integrale –

Milano, 18 ottobre – La crisi si combatte cambiando, guardando all’esistente e ai processi che si sono inceppati con occhi diversi e più attenti, mettendo a frutto la creatività e avvalendosi della commistione di saperi. Anche nel settore alimentare, dove la tradizione sembra voler cedere meno il passo all’innovazione, soprattutto in periodi economicamente meno rosei. Con questo spirito la piattaforma ecommerce per botteghe alimentari Tacatì (www.tacati.it) ha presentato stamattina aGolosaria – uno dei maggiori appuntamenti italiani dedicati al gusto – il suo “vademecum” per la filiera alimentare, composto di 6 semplici “mosse”:equilibrio economico, qualità, conservazione dei sapori tradizionali e made in Italy, risparmio alimentare e filiera corta, sostenibilità ambientale e, non ultimo, alfabetizzazione digitale.

Un mix che ha consentito all’azienda fondata dai due astigiani Stefano Cravero(CEO) e Giulia Valente (responsabile marketing) di aprire dapprima inPiemonte, con Torino, Asti, Cuneo e Biella e poi in Lombardia (Milano) e che, nel giro di due settimane, la porterà anche in Toscana con Firenze, Pisa e Pistoia. Obiettivo: affiliare 1000 botteghe nei prossimi 5 anni.

 

Ma veniamo alle 6 mosse da tenere sempre a mente per un ecosistema alimentare “in salute”:

 

1. Equilibrio economico

Un sistema economico “sano” è quello in cui ogni soggetto coinvolto gode di una porzione di benessere. Nei sistemi in cui alcune parti sono favorite a discapito di altre, sul lungo periodo emergono conflitti poi difficilmente sanabili. Su Tacatì ciascun soggetto ha invece ruolo e vantaggi propri:

–          I bottegai possono contare su un canale di vendita in più e allargare così la propria clientela a tutta la città, gestendo gli ordini in maniera ottimale, senza scorte o sprechi

–          I produttori possono contare su un maggiore potere contrattuale e maggiore liquidità a fine mese

–          I clienti comprano online solo prodotti di qualità come se li avessero scelti personalmente nella bottega sotto casa e ricevono la spesa o a domicilio o in ufficio o in un punto ritiro convenzionato

 

2.  Qualità: riconoscimenti e Bio

La qualità dei prodotti, anche a fronte di un prezzo leggermente superiore, premia tutta la filiera. Per questo motivo Tacatì propone solo alimenti di qualità, di filiera corta, alla spina o bio. In tale ottica ispeziona e valuta personalmente le botteghe che intendano affiliarsi per capire se possiedano i requisiti per vendere attraverso la propria piattaforma.

Alcuni dati: secondo l’ultimo report ISTAT sui prodotti agroalimentari di qualità (dati 2012), l’Italia si riconferma primo paese per numero di riconoscimentiDop, Igp e Stg conferiti dall’Unione Europea: 248 i prodotti di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2012 (nove in più rispetto al 31 dicembre 2011). Di questi, 243 risultano attivi. I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono gli ortofrutticoli e cereali (98 prodotti), i formaggi (45), gli oli extravergine di oliva (43) e le preparazioni di carni (36). Le carni fresche e gli altri settori comprendono, rispettivamente, quattro e 22 specialità. Le regioni con più Dop e Igp sono Emilia-Romagna e Veneto, con 36 e 35 prodotti riconosciuti.

Alcuni dati: Secondo l’ultima rilevazione del Panel famiglie Ismea/GFK-Eurisko, per tutto il 2012 è continuata la crescita della domanda di prodotti biologiciconfezionati nella GDO, segnando un +7,3% in valore, dopo l’incremento del 9% circa del 2011. I dati per macroripartizione territoriale confermano una maggiore propensione al consumo di prodotti biologici nelle regioni settentrionali, che rappresentano oltre il 70% del mercato, a fronte di una quota di quasi il 23% del Centro Italia e di circa il 7% del Mezzogiorno. La dinamica degli acquisti rivela un andamento positivo in tutte le aree ad eccezione del Sud che ha chiuso in 2012 in flessione del 7,1% su base annua.

 

3. Conservazione dei sapori locali e Made in Italy

La selezione adottata dalle botteghe porta a una conservazione dei sapori locali e degli alimenti genuini di un tempo di cui si sta perdendo pian piano memoria e che ormai sempre più spesso si possono trovare solo nei ristoranti di un certo livello. Su Tacatì è quindi possibile trovare, a titolo di esempio, prodotti come il Pan Tranvai, lelenticchie di Colfiorito, il Riso vialone nano, la Mostarda di zucca, leCicerchie decorticate, le Linguine al limon pepe trafilate al bronzo.

 

4. Risparmio alimentare e filiera corta

Un sistema che predilige la filiera corta riduce lo spreco alimentare: l’approvvigionamento delle botteghe dai produttori avviene sulla base di una previsione di consumo più fedele e realistica. Inoltre, la riduzione delle figure intermediarie, così come dei passaggi dal produttore al consumatore, garantisce una migliore conservazione dei prodotti e quindi un minore spreco lungo tutto il processo.

Alcuni dati: gli ultimi dati diffusi da Waste Watcher ci dicono che in Italia ogni anno “gettiamo” 8,7 miliardi di euro in spreco alimentare domestico: circa 213 grammi di cibo per un costo di 7,06 euro/settimana per famiglia.

 

5. Sostenibilità ambientale

Una filiera alimentare“sana” non può prescindere dall’attenzione all’ambiente. Sempre la filiera corta garantisce una riduzione dell’inquinamento atmosferico grazie a trasferimenti di minore percorrenza dei prodotti.  Inoltre, la predilezione per prodotti di natura biologica e locale limita l’uso di pesticidi e sostanze nocive per l’aria che respiriamo.

Alcuni dati: sempre Waste Watcher ci dice che aumenta la sensibilità ambientale: il 72% degli italiani ritiene che lo sviluppo economico e l’occupazione debbano passare da la tutela dell’ambiente (nel 2007 la percentuale era del 57%). Waste watcher ha indagato le cause dello spreco: sono 9 gli spreco-tipi italiani segmentati dal rapporto: il 35% appartiene alla categoria meno sprecona e getta solo 4.81 euro settimanali per nucleo familiare. Si tratta di italiani che ritengono che “la quantità di cibo che giornalmente viene buttato rappresenti per il pianeta un problema molto grave”.

 

6. Digitale > web > ecommerce

Tacatì nasce con la missione di supportare la filiera agroalimentare locale. Cerca di farlo dando uno strumento in più – cioè una piattaforma di commercio elettronico – ai piccoli bottegai di qualità di quartiere delle città, i quali difficilmente potrebbero sostenerne i costi. Un canale di vendita aggiuntivo che non intende sostituire quello tradizionale ma, al contrario, permettergli di restare in vita. L’idea è che in una città, dove il modello della Gdo si sta affermando sulle piccole realtà, anche i piccoli esercizi commerciali alimentari possano essere raggiunti facilmente da una clientela che vive in quartieri fuori mano ma che intende in ogni caso fare la spesa proprio come dal proprio salumiere.

Alcuni dati: L’ecommerce in Italia cresce a doppia cifra da diversi anni (+18% nel 2013) e i web shopper sono più di 14 milioni, quasi il 50% dell’utenza totale Internet. Le vendite da siti con operatività in Italia toccano quota 11,3 miliardi di euro e il valore aggregato di quelli realizzati attraverso smartphone e tablet raggiunge il 12% del totale. Anche nel 2013 crescono di più i prodotti (+25%) che i servizi (fonte Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, nov. 2013).

“Tacatì non intende rimpiazzare il faccia-a-faccia con il web. Tutt’altro. Vuole consentire a questo modello economico tradizionale, fatto di persone, esperienza, competenze, sapori e saperi locali, di continuare a vivere perché i cittadini possano acquistare facilmente alimenti freschi e di qualità selezionati dai produttori locali, non sempre e solo prodotti commerciali”.

Una nuova prospettiva che non esclude l’aspetto “sociale” della spesa (conoscere i vicini di casa, farsi consigliare dal bottegaio) e del gusto (gli assaggi dei nuovi prodotti, il profumo e l’aspetto degli alimenti esposti) ma lo integra in una nuova esperienza che gli vale la sua stessa sopravvivenza. Grazie al web, con i positivi effetti sociali ed economici che può procurare a tutta la comunità.

 

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Tacatì è una piattaforma ecommerce che consente di fare online la spesa di tutti i giorni scegliendo tra i migliori prodotti locali selezionati direttamente dalle botteghe della propria città. Nasce nel 2012 da un’idea di Stefano Cravero e Giulia Valente con l’obiettivo di promuovere e sviluppare la filiera alimentare locale. Ha sede a Cagliari nell’OpenCampus di Tiscali e uffici anche in Piemonte.

Per conoscere Tacatì www.tacati.it
Per richiedere l’affiliazione a Tacatì http://tacati.it/vendi-su-tacati

Unconventional network: CircleMe, la piazza virtuale delle passioni

Non è il solito social network, vuole essere un riferimento per chi desidera approfondire i propri interessi e ha l’ambizioso obiettivo di esportare un’idea tutta italiana all’estero. Su CircleMe è possibile trovare più di 180.000 pagine dedicate a personaggi famosi, oltre 160.000 luoghi e tanto altro ancora, per un totale di 1 milione di pagine ricche di contenuti 
   

Milano, 1 ottobre 2013 – L’obiettivo è ambizioso: essere la prima e reale risposta italiana ai tradizionali social network per tutto ciò che riguarda interessi e passioni. Si tratta di CircleMe (www.circleme.com), l’innovativo network che consente alle persone di interagire direttamente con i propri interessi. Oggi con oltre 1 milione di passioni e pagine correlate e una media di oltre 5000 (tasso di crescita mensile del 30%) contenuti pubblicati al mese, CircleMe è una vera e propria piazza virtuale che permette alle persone di vivere, approfondire e scoprire ciò che li appassiona nella vita. 
  
CircleMe ha già iniziato la sua personale scalata in Italia e all’estero: la piattaforma è stata  lanciata un anno e mezzo fa e da quel momento è cresciuta molto in termini di contenuti e servizi offerti agli utenti, forte anche dell’ultimo round di finanziamenti appena ricevuto da Innogest Capital per un investimento totale pari a oltre 2 milioni di euro. Oggi è disponibile in tutto il mondo, utilizzata in particolare in Italia, Gran Bretagna, Francia, Brasile e USA. 
  
Disponibile via web e come app per iPhone, la piattaforma oggi è solo in lingua inglese, ma nei prossimi mesi saranno disponibili le versioni localizzate per diversi paesi compresa l’Italia. Si prevede anche il lancio della app per Android intorno a novembre 2013. 
  
Un mondo di interessi su CircleMe 
  
Grazie a un’interfaccia di alto livello, tecnologie semantiche sofisticate e sistemi di social recommendation evoluti, su CircleMe è semplice e immediato interagire con i propri interessi: le persone hanno a disposizione oltre 1 milione di passioni (contro le 300.000 presenti al lancio) a cui connettersi, con la possibilità per l’utente stesso di inserirne anche di nuovi. La scelta spazia tra diverse categorie tematiche come ‘Musica’, ‘Film’, ‘Serie TV’, ‘Luoghi, ‘Libri’, ‘Personaggi famosi’, ‘Cibi e bevande’, ‘Sport’. A questi si sommano altri 11 milioni di interessi potenziali, accessibili grazie all’integrazione con i database di Facebook, Wikipedia, Freebase (Google), Last.fm, Foursquare, Wine.com e Goodreads. 
  
Ad oggi, le categorie più ricche su circleme.com sono quelle relative ai ‘Personaggi Famosi’ (come Johnny DeppTim Burton e Steve Jobs) e ai ‘Luoghi’ (come New York,  Londra e Italia), che comprendono rispettivamente oltre 180.000 e 160.000 pagine dedicate. Da segnalare anche la categoria ‘Prodotti’, dedicata ai beni di consumo come, ad esempio,  “Nutella o “’iPhone”: sulla piattaforma ve ne sono quasi 10.000, per i quali gli utenti non solo esprimono il proprio interesse, ma anche l’intenzione ad acquistare o utilizzare quel dato prodotto, con un infinito potenziale come strumento di digital marketing e display adversing. 
  
All’interno delle pagine a cui ci si collega, l’utente può trovare una serie di contenuti fruibili e servizi come: immagini, musica da iTunes, video da YouTube, articoli sul web, informazioni su ristoranti, date e acquisto biglietti di concerti, e-book e molto altro ancora. 

Viaggio al centro delle passioni 
  
CircleMe è un network facile da utilizzare: si crea il proprio profilo e a quel punto viene richiesto di esprimere i propri ‘like’ (o passioni personali) o di importare quelli già presenti su altre piattaforme. CircleMe, a quel punto, inizia a suggerire contenuti e servizi relativi alle passioni dell’utente. Inoltre, il sistema suggerisce anche altri interessi che potrebbero essere pertinenti con quelli già espressi e l’utente può  curiosare tra i milioni di argomenti e interessi già presenti nel sistema o anche crearne di nuovi, per cominciare a delineare meglio il proprio profilo in base alle sue reali passioni. Quando scova un nuovo interesse, l’utente può esprimere il proprio apprezzamento (‘Like’) o l’intenzione ad approfondirlo nella vita reale (‘To Do’) o, ancora, segnalare un luogo fisico legato a quell’interesse specifico (‘Plant’) per fornire ad altri utenti con la stesso interesse informazioni geo-referenziate su questo. 
  
CircleMe.com nasce per fornire contenuti e servizi alle persone su temi di reale interesse, attraverso uno strumento di ‘serendipità intelligente’ che offre spunti, suggerimenti e idee”, ha spiegato Giuseppe D’Antonio, co-ideatore e CEO di CircleMe. “Le persone creano una vera e propria rete di ‘passioni’, scoprendone anche di nuove semplicemente esprimendo il proprio ‘like’ sulla pagina associata a quel ‘concetto’ specifico. L’interazione con altre persone viene stimolata solo se ci sono degli interessi in comune tra gli utenti, come per altro avviene nella vita reale”. 
  
A questo link, un video che spiega come funziona CircleMe: 
http://www.youtube.com/watch?v=1TpuIsjPtNE 
  
A questo link, invece, Giuseppe D’Antonio si racconta. La sua storia, le sue personali passioni e la sua creatura CircleMe: 
http://www.youtube.com/watch?v=2eB0D1dQcnI&feature=youtu.be 
  
  
  
Informazioni su CircleMe 
CircleMe (www.circleme.com) è un innovativo network per la condivisione di interessi, che consente alle persone di interagire con le proprie passioni, superando i limiti dei social network tradizionali. Disponibile tramite web o app per iPhone, è una piattaforma sviluppata in Italia che guarda anche all’estero: oggi è disponibile in tutto il mondo e utilizzata in particolare in Italia, Gran Bretagna, Francia, Brasile e USA. CircleMe nasce dall’idea vincente di Giuseppe D’Antonio ed Erik Lumer e viene lanciata ufficialmente nel 2012. Il progetto ha ricevuto da Innogest Capital 3 round di finanziamenti per un totale di oltre 2 milioni di euro. Con un team internazionale basato tra Milano e Londra, ha vinto diversi premi ed è stata una delle due startup italiane finaliste al Mobile Premier Award 2013 del Mobile World Congress di Barcellona. Al momento, CircleMe ha all’attivo collaborazioni con iTunes, Songkick e Cibando per l’integrazione dei loro servizi all’interno della piattaforma. 
  
Sito: www.circleme.com 
Facebook: https://www.facebook.com/CircleMeTeam 
Twitter: @CircleMe 
app per iPhone: https://itunes.apple.com/it/app/circleme/id505991146?mt=8 
  

TELECOM ITALIA LANCIA IL CONTEST ‘ITALIA CONNESSA’ PER ACCELERARE LA REALIZZAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE ULTRABROADBAND ANCHE NEI PICCOLI COMUNI ITALIANI

L’iniziativa si rivolge a oltre 150 comuni italiani di medie dimensioni con l’obiettivo di selezionare il territorio che presenterà il piano di sviluppo digitale locale più innovativo e concreto. Nel comune selezionato, Telecom Italia realizzerà tutte le infrastrutture ultrabroadband fisse (NGN) e mobili (LTE), in anticipo rispetto ai propri piani di sviluppo.  I comuni potranno presentare i progetti entro il 30 ottobre su telecomitalia.com/italiaconnessa

Roma, 1 ottobre 2013

Telecom Italia lancia il contest “Italia Connessa”, un’iniziativa pensata per promuovere la cultura dell’innovazione tra le amministrazioni locali con l’obiettivo di promuovere la digitalizzazione nel Paese creando infrastrutture all’avanguardia e favorire la diffusione di servizi innovativi ai cittadini e alle imprese.     

Il contest “Italia Connessa” si rivolge a oltre 150 comuni italiani di medie dimensioni, con una popolazione compresa tra i 25.000 e 40.000 abitanti. Per partecipare i comuni dovranno presentare entro il 30 ottobre, attraverso il sito telecomitalia.com/italiaconnessa, un piano di sviluppo digitale del proprio territorio finalizzato a diffondere l’utilizzo dei servizi digitali da parte di cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni (come ad esempio servizi di smart city, servizi pubblici on line, progetti di incentivazioni dell’imprenditoria locale, progetti di automazione e dematerializzazione dei processi amministrativi o progetti finalizzati a favorire l’occupazione giovanile nel business digitale), accompagnato dall’indicazione di tutti i provvedimenti con cui le Amministrazioni intendono facilitare lo sviluppo delle nuove reti NGN, attraverso l’adozione di procedure amministrative semplificate, l’utilizzo di infrastrutture esistenti  e la propensione a favorire l’utilizzo di tecniche di scavo innovative.

Una volta terminata la raccolta delle candidature, Telecom Italia effettuerà una prima valutazione relativa solo all’effettivo impegno dei comuni a facilitare la realizzazione delle nuove infrastrutture dalla quale risulterà una short list di circa 20 comuni finalisti.

Sarà poi una giuria specializzata indipendente composta da personalità di spicco nel mondo dell’innovazione e dello sviluppo digitale, a decretare infine quale sarà l’idea più innovativa e quindi a proclamare il comune vincitore. Della giuria fanno parte: Roberto Sambuco (Capo Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico), Francesco Sacco (Università Bocconi), Stefano Quintarelli (Esperto di Internet, oggi deputato membro Commissione Trasporti e Telecomunicazione della Camera), Agostino Ragosa  (Direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale), Piero Fassino (Presidente ANCI).

Nel Comune, che verrà selezionato entro la fine dell’anno 2013, Telecom Italia realizzerà entro il 2014, in anticipo rispetto ai propri piani, la rete fissa di nuova generazione (NGN) e la copertura con rete mobile di quarta generazione (LTE).

Con questa iniziativa Telecom Italia vuole contribuire ulteriormente ad accelerare i processi di digitalizzazione del Paese, coerentemente con gli obiettivi indicati dall’Agenda Digitale. In particolare, con il contest “Italia Connessa”, l’azienda vuole dimostrare come anche nei comuni finora esclusi dai piani di infrastrutturazione di tutti gli Operatori sia possibile innescare le condizioni favorevoli alla realizzazione di reti di nuova generazione, operando sulla riduzione dei costi di installazione e sullo sviluppo di nuovi servizi digitali.

Supremo, supporto remoto 100% italiano


Nanosystems ha annunciato  il rilascio della versione finale di Supremo, il  software per il controllo remoto.

Supremo è un applicativo leggero e semplice da usare che consente la connessione e il controllo di un PC / server remoto in pochi secondi: è sufficiente scambiarsi un identificativo a 9 cifre e una password per poter aprire una sessione.

Non necessità di configurazione del router o dei firewall e per tale ragione è una soluzione adatta per prestare assistenza a clienti in difficoltà, lo scenario d’uso per cui è stato progettato.

Di seguito una breve panoramica dell’applicativo.

Informazioni tecniche

Supremo è un software per Windows ed è compatibile con tutte le versioni da XP in poi, sia 32-bit che 64-bit. L’eseguibile non necessita di installazione e la sua dimensione è contenuta (2,3MB).

Consente a uno o più postazioni (simultaneamente) di controllare un PC / server remoto. E’ in grado di gestire multipli display ed integra una chat oltre ad un’utility per il trasferimento dei file. 

Il flusso dei dati è cifrato con l’algoritmo AES 256-bit per garantire la sicurezza dei nostri clienti. Inoltre una password di 4 cifre viene creata ad ogni connessione per evitare accessi indesiderati. Per chi volesse una sicurezza ancora maggiore è possibile filtrare i client di Supremo in entrata – escludere quindi tutte le sessioni di controllo remoto che non provengano da determinati ID – e configurare password più robuste.

Infine può essere installato come servizio dal pannello delle Opzioni – si trova sotto il menu Strumenti. In questo modo una macchina può essere resa accessibile 24h su 24h.

Offerta commerciale

Il mercato delle soluzioni di controllo remoto è piuttosto statico con un numero esiguo di player consolidati che praticano prezzi elevati. Il nostro target di riferimento sono le PMI e i professionisti che necessitano di una soluzione per gestire le macchine remote o prestare assistenza. Forniamo l’essenziale ad un prezzo competitivo.

Supremo è e sarà sempre utilizzabile gratuitamente per uso personale.

Per controllare PC e/o server remoti a fini commerciali è necessario sottoscrivere un piano di abbonamento: solo il prestatore di assistenza – controllore remoto – necessita di una licenza commerciale. Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina dedicata al pricing del nostro sito.

Roadmap

Attualmente Supremo consente il controllo remoto fra macchine Windows. Puntiamo a introdurre il supporto a OS X nei primi mesi del 2014 e a seguire intendiamo rilasciare delle app mobile a partire da iOS e Android.

Alcuni dati

Supremo è stato distribuito fino ad oggi come beta pubblica. Grazie al passaparola il software si è diffuso molto, con una prevalenze di utenti esteri: nel solo mese di agosto abbiamo avuto quasi 50.000 utenti unici e circa 154.000 sessioni di controllo remoto. Numeri in forte crescita.

Un nuovo inizo

Il lancio di Supremo rappresenta un nuovo inizio per Nanosystems, un’azienda che è passata dal fornire assistenza e supporto IT ai clienti locali allo sviluppo e vendita di software online – con Uranium Backup – fino ad arrivare oggi al Software-as-a-Service.

Capgemini Italia cresce a Napoli e punta ad assumere 170 persone entro il 2014

 

E’ in corso la selezione di professionisti e neolaureati per inserire 70 profili nell’immediato  e altri 100 nel 2014.

 

Maurizio Mondani, CEO di Capgemini Italia: “Napoli è fondamentale per Capgemini: rappresenta l’anello di collegamento fra la classica consulenza erogata presso il cliente e i servizi offerti dai centri offshore;

il nostro investimento nella regione campana porterà benefici significativi ai clienti di Capgemini, alla comunità e ai giovani”

 

Napoli – 10 settembre 2013. Capgemini Italia, attraverso la sua controllata Capgemini BST, ha avviato una campagna di assunzioni per selezionare 70 giovani entro il 2013 e oltre 100 ulteriori profili nel 2014 per ingrandire il proprio Nearshore Center di Napoli.

Il Nearshore Center di Napoli è un centro di eccellenza di Capgemini Italia creato sul modello globale di delivery distribuita chiamato Rightshore®[1] e senza dubbio rappresenta l’elemento di giuntura fra la classica consulenza erogata presso la sede del cliente e i servizi forniti dai centri offshore Capgemini situati prevalentemente in India: la decisione di potenziare l’organico e di ampliarne le competenze funzionali risponde alle continue pressioni del mercato che richiede servizi sempre più specializzati e industrializzati.

I servizi erogati dal Nearshore Center di Napoli offrono sviluppi specialistici in ambito SAP e servizi industrializzati di Project Management per la definizione, realizzazione e gestione dei progetti e programmi di sviluppo. I settori coperti sono prevalentemente quello dell’Energia, la Pubblica Amministrazione, l’High Tech, il Manufatturiero e il settore Bancario.

Per raggiungere l’obiettivo di decuplicare in 2 anni l’attuale organico di Napoli, Capgemini sta avviando relazioni con le principali istituzioni scolastiche e universitarie campane per favorire l’inserimento di neodiplomati e neolaureati in un contesto ricco di opportunità di apprendimento; da sempre l’azienda punta sui nuovi talenti e sulla valorizzazione del capitale umano, fattore di arricchimento importante sia per Capgemini che per i clienti. Capgemini ricerca inoltre professionisti con un alto livello di specializzazione sui mercati e sulle tecnologie in cui opera, professionisti che abbiano propensione al lavoro di team, capacità di analizzare il business e trovare risposte adeguate ai rapidi cambiamenti del mercato.

Per i profili junior, le figure professionali ricercate sono laureati in Ingegneria Gestionale, Informatica ed Elettronica, laureati nelle discipline economiche e neodiplomati in materie tecniche, come periti informatici, elettronici e in telecomunicazioni. I candidati selezionati vengono avviati ad una prima fase di training specializzato, denominato Academy, volto a offrire formazione qualificata per favorire l’integrazione dei neo assunti nei team di progetto.

Fra i ruoli con esperienza, la ricerca è indirizzata verso professionisti e consulenti in ambito SAP e team leader per ambienti di programmazione SAP Abap e SAP Netweaver. In particolare, queste figure saranno indirizzate allo sviluppo di progetti in Nearshore per clienti di primaria importanza operanti nel settore Energy & Utilities, Banking, Transportation e Automotive.

Conclude Maurizio Mondani: “Siamo orgogliosi di rafforzare la nostra presenza a Napoli anche perché contribuisce in modo significativo allo sviluppo dell’occupazione. Capgemini cresce e muove il mercato del lavoro, anche nella congiuntura attuale, puntando su zone che ritiene strategiche per la ricerca di risorse professionali preparate e competenti. Napoli rappresenta, infatti, un punto di riferimento per lo sviluppo di collaborazioni, iniziative e opportunità per l’intero territorio locale e l’espansione che abbiamo programmato porterà notevoli benefici alla comunità e al territorio”.

Per consultare le posizioni aperte e inviare il curriculum, è disponibile la sezione “Lavora con Noi” nel sito Internet dell’azienda http://www.it.capgemini.com/.

Capgemini

Con 125.000 dipendenti in 44 paesi nel mondo, Capgemini è uno dei maggiori provider di servizi di consulenza, information technology e outsourcing. Nel 2012 il Gruppo Capgemini ha registrato ricavi per 10,3 miliardi di euro.

Insieme con i propri clienti, Capgemini elabora e implementa soluzioni di business e soluzioni tecnologiche adatte alle loro esigenze e ai risultati attesi.

L’organizzazione profondamente multi-culturale da sempre contraddistingue il Gruppo Capgemini, così come un modo unico e distintivo di lavorare – la Collaborative Business Experience™ – e un modello globale di delivery distribuita chiamato Rightshore®.

L’offerta Capgemini Italia è orientata verso i seguenti mercati: Financial Services, Energy & Utilities, Manufacturing, Automotive, Consumer Products, Retail & Distribution, Public Administration, Telecom Media & Entertainment.

Nel 2012 Capgemini Italia ha registrato ricavi per 214 milioni di euro e ad oggi conta circa 2.500 professionisti dislocati su 13 sedi in Italia.

(www.it.capgemini.com)

 

Rightshore® è un trademark che appartiene a Capgemini.

 

Capgemini BST

Capgemini BST è la società di Capgemini Italia focalizzata sui servizi e prodotti per il mondo finance e Nearshore. Capgemini BST si propone agli operatori con un’offerta in linea con l’evoluzione tecnologica: le piattaforme applicative attorno cui è stata costruita l’ampia offerta modulare rispondono ai più elevati standard qualitativi del software e alle esigenze derivanti dai cambiamenti avvenuti nelle organizzazioni aziendali. La presenza di competenze funzionali, tecniche e applicative consentono a Capgemini BST di governare l’intero processo di progettazione, sviluppo e industrializzazione del prodotto, nonché di occuparsi delle attività di installazione, integrazione e manutenzione del software.

Capgemini BST, inserita in una realtà internazionale come quella di Capgemini, è in grado di offrire ai clienti un set di competenze ampio e diversificato, tra cui: soluzioni verticali end-to-end testate e affidabili; un portafoglio di servizi completo che va dalla consulenza all’integrazione dei sistemi, dallo sviluppo applicativo ai servizi di application management; un posizionamento dell’offerta in ambito Cloud e SaaS – Software as a Service.

Attualmente le sedi operative di Capgemini BST sono a Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Piacenza, Roma, Torino, Trieste e Venezia. (www.capgeminibst.it)



[1] Rightshore® è un network di centri industrializzati costruito su misura per il cliente a cui viene erogato maggiore valore facendo leva sui migliori talenti globali e sulla vasta esperienza di diverse aree geografiche, discipline e settori. Le risorse collaborano con il cliente come un unico team, creando un giusto equilibrio tra sedi onshore, nearshore e offshore. Questo equilibrio consente di fornire la soluzione ottimale alle esigenze aziendali del cliente, a costi più contenuti, semplificando i processi e aumentando la produttività.

 

 

TBIZ Life-long Learning Programme


Dalla conoscenza all’informazione

Conoscenza non è il semplice possesso di informazioni. Aiutare a trasformare in Conoscenza le informazioni che si possiedono e agevolare l’acquisizione continua di conoscenze durante il corso della vita sono gli scopi del TBIZ Life-long Learning Programme.

Il TBIZ Life-long Learning Programme, il programma didattico per aziende, si divide in tre principali aree di interesse: Area Gestione Aziendale, Area Marketing e vendite, Area Tecnologie applicate.
Le tematiche sono affrontate sotto l’ottica aziendale al fine di completare la visione in chiave business. Ogni area offre un programma diviso in cinque moduli da otto ore ciascuno per un totale di 40 ore di formazione in aula.

I docenti
I docenti aggregano competenze accademiche specifiche con esperienze lavorative di prestigio. Tra essi ricordiamo:  Antonio Popolla, del C.D.A. di Banca di Credito Cooperativo di Napoli; Vincenzo Tiby, Presidente della Commissione di Studio Information & Communication Technology dell’ODCEC di Napoli. Silvio Uccello, dirigente della Regione Campania, Antonio Savarese, Segretario di TechnologyBiz e giornalista presso Data Manager, Massimo Petrucci consulente Web Marketing e Social Media Manager.

Tutti i corsi TBIZ Life-long Learning Programme sono finanziabili dai fondi tramite voucher.

Vai alle aree tematiche:
Area Gestione Aziendale,
Area Marketing e vendite,
Area Tecnologie applicate



Per maggiori informazioni non esitare a contattarci!
Segreteria@technologybiz.it – Tel. : 081.195.77.301


TechnologyBIZ
Nata nel 2009, TechnologyBIZ è l’iniziativa multicanale dedicata alla diffusione della Cultura dell’Innovazione, alla promozione delle Tecnologie che la abilitano e alla promozione delle Aziende che la praticano.

TBIZ sostiene fortemente la Cultura dell’Innovazione ritenendola una premessa indispensabile tanto per le imprese che desiderano sfruttare al meglio le opportunità offerte dai mercati nazionale ed internazionale quanto delle Aziende pubbliche che vogliono coniugare qualità e sostenibilità dei servizi.
Tratto distintivo di Technologybiz è l’ampia convergenza di interessi e personalità di rilievo dell’industria, dell’impresa, dell’economia, dell’università, della politica, delle associazioni.

Programma corsi:  http://www.technologybiz.it/it/corsi

 

Area marketing e vendite

 
Rivolto a responsabili vendite, comunicazione, organizzazione, marketing, web
 

Destinatari. Responsabili di funzione o di business: vendite, comunicazione, organizzazione, marketing, web.
Durata: 5 moduli da otto ore in aula ciascuno, totale 40 ore.
Sede
: Città della Scienza, via Coroglio, Napoli (altre sedi possono essere valutate su richiesta).
Calendario
: in corso di definizione.

Moduli
a) 
L’approccio organizzativo Enterprise 2.0

Il concetto Enterprise 2.0, dialogo e collaborazione tra dipendenti e l’esterno, vantaggi per l’azienda e per il cliente, impatti e sfide organizzative, fattori abilitanti e ostacoli, il paradigma organizzativo e di business, le piattaforme più comuni.
Formatore: in definizione

b) Relazioni B2B con web 2.0
Blog, Linkedin, Twitter, Facebook, e-mail . Elaborare una strategia per generare contatti qualificati, creare contenuti, collegare i metodi offline di acquisizione di contatti, per esempio le fiere, agli strumenti offerti dalla Rete, superare gli ostacoli che impediscono di realizzare le strategie B2B sui social media, promuoversi nei motori di ricerca, email marketing.

Formatore: Massimo Petrucci

c) Creare contenuti per il web 2.0
Strumenti: blog, webinar, ebook, white paper, video, fotografie, le regole per i contenuti, il linguaggio per i contenuti, il ciclo di vita dei contenuti, contenuti co-creati e contenuti generati dagli utenti, contenuti virali.

Formatore: in definizione

d) Il WEB 2.0 e la Legge
Legge 547/93 e d.lgs. 70/2003. Aggressioni alla riservatezza dei dati e delle comunicazioni informatiche, aggressioni all’integrità dei dati e dei sistemi informatici, condotte in tema di falso, frodi informatiche, tutela della privacy, copyright e diritto d’autore, contenuti creati dagli utenti, tutela dei diritti di terzi, iritti relativi al ritratto, responsabilità nelle attività di Caching e Hosting, obblighi di informazione per la comunicazione commerciale, comunicazione commerciale non sollecitata, informazioni dirette alla conclusione del contratto, inoltro dell’ordine.
Formatore: Avv. Silvio Uccello

e) Il mestiere del blogger
Un nuovo giornalista per un nuovo lettore, il blog e la blogsfera, Blog personale: Pensatoio, il blog di Selvaggia Lucarelli, Blog giornalistico: Media Trek, il blog di Ernesto Assante, Microblogging, Best practice e fondamentali.

Formatore:  Antonio Savarese

 

Area gestione aziendale

Rivolto ai responsabili amministrazione e finanza, marketing e vendite.
Destinatari. Responsabili di funzione o di business: Amministrazione e finanza, Marketing e vendite.

Durata: 5 moduli da otto ore in aula ciascuno, totale 40 ore.
Sede
: Città della Scienza, via Coroglio, Napoli (altre sedi possono essere valutate su richiesta). 
Calendario
: in corso di definizione.

Moduli
a) 
Business Plan
Finalità e ruolo del business plan, schema logico qualitativo e quantitativo, organizzazione e struttura, descrizione del business, analisi del mercato e della concorrenza, punti di forza e debolezza, piano di azione, piano di adeguamento della struttura aziendale, piano del marketing e delle vendite, piano della produzione, piano economico finanziario, verifica della sostenibilità, negoziazione con gli investitori.

Formatore: Antonio Popolla

b) Controllo di Gestione 
Contabilità analitica, valutazione degli equilibri patrimoniale, finanziario ed economico, analisi di bilancio per il supporto alle decisioni, analisi dei costi e del break-even point, determinazione del costo del prodotto, budget e simulazioni economico-finanziarie, Business Intelligence sotto un profilo gestionale e organizzativo, metodologie di analisi e strumenti di Business Intelligence, principali applicazioni della Business Intelligence e degli analytics nella gestione dell’impresa.
Formatore: Antonio Popolla

c) Reti di Imprese
Comparazione con altri strumenti per aggregazioni di imprese, disciplina del Contratto di rete, programma di rete,  fondo patrimoniale,  regime di responsabilità aspetti finanziari, aspetti fiscali e patrimoniali, agevolazioni, valutazione del rating per la Rete, business plan della Rete, dinamiche organizzative e relazionali, manager di rete, identikit dei potenziali partner, negoziazione dei punti chiave, riorganizzazione del business nell’ottica della Rete.
Formatore: in definizione

d) Fatturazione Elettronica
Direttiva 2010/45/UE e legislazione nazionale, analisi della normativa dei documenti rilevanti ai fini commerciali e fiscali, principali problematiche organizzative e gestionali, modelli di fatturazione elettronica, attività di verifica e controllo eseguite dall’amministrazione finanziaria, profilo e compiti del responsabile della conservazione sostitutiva, principali soluzioni tecnologiche.

Formatore: Vincenzo Tiby

e) Il Mercato Elettronico della P. A. dopo i D.L. 52/2012 e 95/2012
Perché e come abilitarsi al MePA, scegliere il bando di interesse, analisi dei Metaprodotti e dei Capitolati, struttura e gestione del Catalogo, gestione operativa degli acquisti: Ordine di Acquisto (O.d.A) e Richiesta di Offerta (R.d.O.), strategie di partecipazione, analisi della modulistica, principali errori da evitare, simulazioni di una procedura di abilitazione e gestione catalogo.

Formatore: in definizione

Area tecnologie applicate

Rivolto a responsabili di funzione tecnologie, prevendita, ICT.
 

Destinatari. Responsabili di funzione o di business: Tecnologie, Prevendita, ICT.
Durata: 3 moduli, uno da 8 ore ed due doppi da 16 ore in aula, totale 40 ore.
Sede: Città della Scienza, via Coroglio, Napoli (altre sedi possono essere valutate su richiesta)
Calendario
: in corso di definizione.

Moduli
a) Sicurezza informatica in Azienda (modulo doppio da 16 ore)

Azienda e la necessità di sicurezza, Attori, minacce e motivazioni (cybercrime, hacktivism, cyber espionage). Il ruolo dell’hacker nell’attuale scenario IT. Mobile ed azienda, il concetto di BYOD. Awareness e best practices. Certificazioni in ambito sicurezza – ISO 27001 e policy di sicurezza aziendale. Nuovi paradigmi, dal cloud computing al social networking. Principi di crittografia
Formatore: Pierluigi Paganini

b) Teoria e pratica del Cablaggio strutturato in rame e fibra ottica
Standard e Normative del trasporto dati su rame e fibra ottica, cablaggio Multimediale per l’abitazione e per l’ufficio, cablaggio Ethernet in ambiente industriale, cablaggio e messa a terra in ambiente Data Center, terminazione e certificazione del connettore rame, terminazione e certificazione del connettore fibra.
Formatore: in definizione

c) Fondamenti della Building Automation (modulo doppio da 16 ore)
Obiettivi dell’automazione di un edificio, caratteristiche generali dei sistemi domotici, sistema BUS standard e sistemi proprietari, Tecnologia KNX, ambiti applicativi e vantaggi in termini di Efficienza Energetica, Comfort e Sicurezza, termoregolazione, antintrusione, videocitofonia, diffusione sonora, videocontrollo, integrazione dei sistemi, supervisione e controllo degli impianti, configurazione di una rete locale e di router ADSL.
Formatore: Enrico Esposito

SEMPRE PIU’ RETAILER E PRODUTTORI SI AFFIDANO A PARTNER E-COMMERCE, RIVELA UNO STUDIO INDIPENDENTE

SEMPRE PIU’ RETAILER E PRODUTTORI SI AFFIDANO A PARTNER E-COMMERCE, RIVELA UNO STUDIO INDIPENDENTE

 

Milano, 29 maggio 2013 – hybris, fornitore della piattaforma a supporto del commercio omni-canale a più rapida crescita a livello globale, annuncia oggi i risultati di uno studio commissionato a Forrester Consulting dal titolo “Verso la maturità dei CSP (The Path to Commerce Service Provider Maturity)”, pubblicato a maggio 2013. Obiettivo dell’indagine: comprendere le attuali necessità dei leader dell’e-commerce e definire le linee guida per l’evoluzione dei commerce service provider (CSP).

Lo studio, effettuato attraverso un’indagine quantitativa su 156 professionisti del marketing, dell’IT e dell’e-commerce di aziende europee con almeno 20milioni di dollari di fatturato online (e un’ulteriore indagine quali-quantitativa condotta su senior executive di 21 aziende CSP europee), mostra che il 56% dei decisori e-commerce, di livello senior, collabora attivamente con un commerce service provider; il 12% lo ha fatto in passato e il 21% non se ne è mai servito, ma pensa di farlo nei prossimi quattro anni.

Per Frank Schoutissen, Vice President Channel di hybris, il sempre più frequente ricorso ai CSP può essere attribuito alla crescente complessità del concetto di ‘commerce’ e al bisogno delle aziende di raggiungere il cliente attraverso più canali e touch point. A questo proposito Schoutissen dichiara: “Il volto del commerce cambia rapidamente e i consumatori sono alla ricerca di modalità d’acquisto, online e offline, sempre più flessibili e dinamiche. Di conseguenza, per molte aziende non è semplice adeguare le proprie soluzioni e-commerce a tali aspettative. I CSP rappresentano per tanto un asset importante, un modo per arricchire la propria tecnologia e rispondere meglio alle richieste dei clienti. hybris si impegna a garantire partner d’eccellenza, affinchè i nostri clienti possano contare su CSP capaci di soddisfare le loro esigenze più specifiche”.

Secondo lo studio, circa il 90% dei CSP intervistati ritiene che l’aumento della complessità dei servizi di commerce erogati sia dettato da esigenze di multi-canalità. Per meglio comprendere come stimolare le vendite, le aziende tendono oggi ad adottare una visione d’insieme: l’e-commerce non è più considerato un canale isolato e il mobile commerce ha assunto grande importanza. Il 59% degli intervistati ha infatti affermato di essersi rivolto a un CSP per supportarne la crescita e favorire l’integrazione di questo canale con gli altri.

A ulteriore conferma di quanto espresso dai CSP, lo studio Forrester prosegue poi affermando che “il crescente fatturato proveniente dall’e-commerce sottintende una posta in gioco sempre più alta. Per tanto, i responsabili e-commerce tendono ad affidarsi sempre più a partner che li assistano nella selezione e nell’implementazione delle proprie tecnologie e che li supportino anche dal punto di vista strategico e della customer experience”.

Aggiunge Schoutissen: “Riconoscere il valore dei CSP non basta, è fondamentale scegliere anche i partner giusti. In hybris mettiamo i clienti sempre al primo posto, in modo che essi possano trarre il massimo valore da partner e CSP e sfruttare appieno il loro potenziale per sviluppare modelli di vendita innovativi e complessi come quello omni-canale”.

Infine, Forrester dichiara: “Sulla carta, i commerce service provider hanno opportunità enormi, ma parecchi di loro non hanno ancora un grado di maturità tale da riuscire a rispondere alla domanda del mercato. I CSP devono ritagliarsi una propria nicchia, sia essa in ambito retail, high tech, consumer, healthcare o telco. Vantare un’expertise in un settore specifico è fondamentale: è proprio questo che richiedono i clienti. Essere dei tuttofare privi di specializzazione non è una strategia vincente: i retailer si aspettano competenze specifiche relative all’online, alle operazioni in-store e alla gestione della supply chain, mentre i produttori richiedono supporto per la gestione dei canali, l’integrazione ERP e le field sales”.

Per scaricare una copia dello studio commissionato da hybris, visitate: http://www.hybris.com/en/forrester-study

La voce diventa password: Barclays utilizza la biometria vocale di Nuance per identificare i propri clienti

Con la soluzione di biometria vocale di Nuance si potenzia il processo di autenticazione e di sicurezza dei sistemi bancari

 

Milano 28 maggio 2013Nuance Communications, Inc. (NASDAQ: NUAN) annuncia che Barclays Wealth & Investment Management ha scelto la biometria vocale FreeSpeech di Nuance per verificare in modo sicuro e automatico l’identità dei clienti Barclays, grazie alle peculiarità delle loro voci. Per verificare la propria identità, i clienti non dovranno più rispondere alle tipiche domande necessarie per garantire la sicurezza. Grazie alla tecnologia di biometria vocale di Nuance, è sufficiente parlare con un operatore per identificare la voce di un cliente: il processo di autenticazione è rapido, sicuro e trasparente.

 

Per scoprire come avviene il processo di identificazione vocale dei clienti di Barclays, visualizzare il grafico

 

In genere, per accedere ai propri conti bancari, gli utenti contattano la banca seguendo un processo di identificazione lungo e articolato, ritrovandosi a rispondere ad una serie di domande complesse, con una modalità che nel settore viene definita “autenticazione basata sulla conoscenza”.

 

Il tempo investito nella formulazione delle domande e nelle risposte non aiuta gli utenti che molto spesso non ricordando le proprie password e sono costretti, quindi, a rispondere anche domande di sicurezza, tipo “Come si chiama il tuo animale domestico preferito” o “Come si chiamava il tuo migliore amico d’infanzia” rischiando, per giunta, che alla fine del processo venga negato l’accesso per una risposta sbagliata.

 

Per migliorare i servizi di customer care, Barclays, ha scelto di adottare la tecnologia di biometria vocale Nuance che permette di riconoscere l’identità del cliente, dalla voce. Quando un utente contatta telefonicamente Barclays per accedere al proprio conto, può semplicemente interagire per pochi secondi con un operatore del customer service, che grazie alla tecnologia di biometria vocale FreeSpeech  confronta la voce del cliente con l’impronta vocale –  univoca – memorizzata nel sistema, confermando all’operatore in modo automatico ed impercettibile che l’identità è stata verificata.

Qualora la voce del cliente non venisse riconosciuta dal sistema o se la transazione richiesta superasse le soglie di sicurezza, gli operatori Barclays  potranno decidere di passare alla modalità di autenticazione tradizionale.

“Ciò che stiamo sperimentando e verificando è un’evoluzione rapida nell’ambito del customer service; per ricevere assistenza o accedere ad un servizio, gli utenti preferiscono avere interazioni più facili e naturali” commenta Robert Weideman, Executive Vice President e General Manager di Nuance Enterprise Division. “La tecnologia di biometria vocale permette, ad aziende come Barclays, di ridefinire i servizi di customer service grazie ad un processo di autenticazione più intuitivo e trasparente, ottimizzando i tempi di risposta per i clienti e riducendo il carico di lavoro per gli operatori”.

“L’ambito finanziario è uno dei mercati maggiormente rispondenti al nostro target; in particolare la biometria vocale sviluppata e sempre più perfezionata da Nuance, rappresenta l’elemento chiave per istituti finanziari che come Barclays scelgono di affidarsi alla tecnologia vocale per offrire a propri clienti un servizio di assistenza migliore e più snello, garantendo comunque un alto livello di sicurezza” commenta Agostino Bertoldi, VP Southern Europe della divisione Enterprise & Mobility  “la certificazione dei clienti attraverso l’utilizzo della propria voce, rappresenta il valore aggiunto, la caratteristica che fa la differenza, confermandosi la scelta business più innovativa di oggi. Anche in Italia il mercato risponde favorevolmente, risultando particolarmente attento e pronto alla svolta. Alcuni istituti finanziari tra i più noti e affermati in Italia hanno confermato un interesse concreto verso la tecnologia di biometria vocale Nuance, che rimane la prima e unica disponibile sul mercato”.

Sondaggio condotto da Nuance

La tecnologia di biometria vocale di Nuance è riconosciuta leader nel settore, con oltre 30 milioni di impronte vocali distribuite, cioè con una corrispondenza circa dell’80% delle impronte vocali disponibili sul mercato.[1]

I dati relativi all’atteggiamento dei consumatori circa l’autenticazione e la biometria vocale, sono disponibili nella sezione della ricerca “Surveys Show: Consumers Ready to Say Goodbye to PINs, Passwords, and Probing”.

Nel sondaggio condotto da Nuance, l’85% delle persone intervistate ha dichiarato di essere insoddisfatta dei metodi di autenticazione attualmente disponibili. Contemporaneamente, i dati evidenziano che il 90% dei consumatori preferisce la biometria vocale come sistema di autenticazione in alternativa a  password, PIN e alle tipiche domande di sicurezza. Dai dati raccolti risulta che i clienti ritengono particolarmente importante la questione della sicurezza, ed evidenziano come altrettanto rilevante la fase di autenticazione  che con l’utilizzo della biometria vocale rappresenterebbe un’alternativa comoda e rapida rispetto ai processi tradizionali.

Sondaggio – i dati
Il sondaggio ha coinvolto oltre 900 utenti smartphone nel Nord America; ha stabilito che la sicurezza è considerata un aspetto prioritario da parte degli utenti mobile; tuttavia le credenziali di sicurezza, spesso risultano deboli, creando vulnerabilità da non sottovalutare.  

  • La sicurezza è un fattore estremamente importante per l’83% dei consumatori, che ha espresso timori e preoccupazioni sul probabile uso improprio dei dati personali.
  • I dati del sondaggio rivelano che gli utenti mobile, in molti casi, devono riuscire a destreggiarsi dentro una rete fitta e complessa, fatta di username e password:
    il 67% ha dichiarato di avere più di 11 username e password, mentre il 9% ne deve ricordare 50.
  • Poiché  risulta difficile ricordare i dati di accesso, l’80% degli utenti mobile che hanno partecipato al sondaggio ha dichiarato di utilizzare le stesse credenziali di accesso per tutti gli account.
  • Pur utilizzando le stesse credenziali per tutti gli account, il 67% degli intervistati afferma di dover reimpostare le credenziali di accesso da 1 a 5 volte al mese.
  • Di questa percentuale di utenti, il 74% ha dichiarato che il processo di autenticazione delle password ha impedito loro di accedere ai dati personali almeno una volta.
  • Il 90% degli utenti mobile intervistati ha dichiarato di voler utilizzare la biometria vocale, a patto che tale tecnologia sia in grado di garantire una maggiore sicurezza.

Sondaggio condotto da Nuance/Opus Call Center/IVR: Nuance e Opus hanno intervistato oltre 1000 consumatori negli Stati Uniti che avevano utilizzato di recente il proprio telefono per richiedere servizi di customer care, al fine di valutare il loro atteggiamento nei confronti dei sistemi vocali per l’autenticazione e comprendere a fondo quali sono le funzionalità e le caratteristiche che i clienti considerano ideali. I risultati del sondaggio hanno dimostrato che la maggior parte degli intervistati dichiara una certa insoddisfazione rispetto ai metodi di autenticazione attualmente implementati, e la maggior parte di loro ha espresso una preferenza per la biometria vocale come soluzione alternativa.

  • Degli utenti coinvolti nel sondaggio, l’85% si dichiara insoddisfatto degli attuali metodi di autenticazione.

Il 65% dei chiamanti ha dichiarato di non essere riuscito, in molti casi, ad eseguire l’autenticazione.

  • Il 49% degli intervistati ritiene che le tempistiche dei processi di autenticazione siano estremamente lunghe.

A domanda diretta, il 90% dei consumatori ha dichiarato di preferire la biometria vocale rispetto a PIN e password, con il 77% degli intervistati che ritiene che la biometria vocale sia uno strumento più comodo.

Metodologia

Fonti: nel 2012, Nuance ha chiesto a VocalLabs di valutare le percezioni degli utenti di smartphone rispetto alla sicurezza, all’autenticazione basata su PIN/password e all’uso della biometria vocale come metodo di autenticazione alternativo. Il sondaggio ha coinvolto oltre 900 persone. I proprietari di smartphone risiedevano tutti in Nord America. Nel maggio 2012, Opus Research, in collaborazione con Nuance, ha incaricato Coleman-Parkes Associates di condurre un sondaggio su un campione di 1000 persone che avevano utilizzato di recente il proprio telefono per richiedere servizi di customer care, al fine di valutare i loro atteggiamenti nei confronti dei sistemi vocali per l’autenticazione e comprendere a fondo quali sono le funzionalità e le caratteristiche che i clienti considerano ideali.



[1] Opus Research: Research Report: Voice Biometrics Vendor Survey and “IntelliView” 2012, 29 ottobre 2012

Arduino Yún

Arduino Yún is the first member of a new groundbreaking line of wifi products combining the power Linux with ease of use of Arduino.  

Arduino Yún 云

The revolutionary family of wifi products combining Arduino with Linux is here.

Arduino Yún is the first member of a new groundbreaking line of wifi products combining the power Linux with ease of use of Arduino.

Yún means “cloud” in chinese language as the purpose of this board to make it simple to connect to complex web services directly from Arduino.

The first Arduino Yún is the combination of a classic Arduino Leonardo (based on the Atmega32U4 processor) with a Wifi system-on-a-chip running Linino (a MIPS GNU/Linux based on OpenWRT).
Designed in collaboration with Dog Hunter, a company with extensive experience with Linux, the board adopts the linino distribution which provides signed packages to ensure the authenticity of the software installed on the device.
We embedded the Linux machine directly on the PCB of the Arduino Leonardo and we connected the two so that from Arduino it’s very easy to run commands on the Linux side and use it as an Ethernet and Wifi interface.

Historically, interfacing Arduino with complex web services has been quite a challenge due to the limited memory available. Web services tend to use verbose text based formats like XML that require quite a lot or ram to parse. On the Arduino Yún we have created the Bridge library which delegates all network connections and processing of HTTP transactions to the Linux machine.
To make it even simpler to create complex applications we’ve partnered with the innovative startup Temboo which provides normalized access to 100+ APIs from a single point of contact allowing developers to mix and match data coming from multiple platforms (for example Twitter, Facebook, Foursquare but even FedEx or PayPal).
The board can be programmed with an USB cable in the classic Arduino way or through the Wifi connection without the need to physically access the board. The new Arduino 1.5.x IDE has the ability to detect any Arduino Yún connected to the local network. Clicking on the name of board and inputting a password is all it’s needed to program a board.

Arduino Yún will be available at the end of june; its price will be 69$ + Taxes.


Technical specification

Microcontroller     ATmega32u4
Operating Voltage     5V
Input Voltage (recommended)     5V via microUSB or PoE 802.3af
Input Voltage (limits)     6-20V
Digital I/O Pins     14
PWM Channels     7
Analog Input Channels     6 (plus 6 multiplexed on 6 digital pins)
DC Current per I/O Pin     40 mA
DC Current for 3.3V Pin     50 mA
Flash Memory     32 KB (ATmega32u4) of which 4 KB used by bootloader
SRAM     2.5 KB (ATmega32u4)
EEPROM     1 KB (ATmega32u4)
Clock Speed 16 MHz

Embedded Linux machine
MIPS 24K processor operating at up to 400 MHz
DDR2 32MB Ram and 8 MB SPI Flash
Complete IEEE 802.11bgn 1×1 AP or router
USB 2.0 host/device
poE compatible 802.3af
MicroSD card support


About Arduino
Arduino, the first widespread Open Source Hardware platform, was launched in 2005 to simplify the process of electronic prototyping. It enables everyday people with little or no technical background to build interactive products.
The Arduino ecosystem is a combination of three different elements:
A small electronic board manufactured in Italy that makes it easy and affordable to learn to program a microcontroller, a type of tiny computer found inside millions of everyday objects.
A free software application used to program the board.
A vibrant community, true expression of the enthusiasm powering the project. Every day on thewww.arduino.cc website thousands of people connect with other users, ask for help, engage and contribute to the project.
Find Arduino on the web at http://www.arduino.cc twitter @arduino / @arduinoblog
Find out more about what people build with Arduino at www.arduino.cc/blog

About Dog Hunter
Founded in 2011 by a team of pioneering entrepreneurs from the worlds of engineering and semiconductors.
Dog Hunter goal is to create a perfect simple home automation control system.
Dog Hunter’s founders made a bet on an automation control system platform completely different than current industry practice, a technology most industry experts at the time considered to be impossible to execute. Dog Hunter is headquartered in Boston, Massachusetts, subsidiaries are in EMEA (Zug-Switzerland) and APAC (Taipei-Taiwan) with team members working remotely from all around the world.
http://doghunter.org

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